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Expo 2015: istruzioni per l'uso

Su Expo 2015 è stato detto e scritto un po’ di tutto: pro e contro di una manifestazione che, a prescindere delle opinioni, passerà comunque alla storia.

Noi ci siamo andati un venerdì di fine agosto, studiando la data a tavolino, quando ormai i turisti stranieri dovevano esser pochi (dopo il 15 di agosto le scuole riaprono in buona parte d’Europa) e molti milanesi dovevano ancora rientrare dalle ferie. E, in effetti, di fila all’entrata non ne abbiamo trovata, quindi forse non sarebbe stato neppure necessario prenotare la visita il giorno prima dal sito, ma il consiglio è di farlo comunque.

Il sito espositivo si è rivelato però abbastanza affollato. Molti dei padiglioni che avevamo selezionato per la nostra visita erano inaffrontabili: file di oltre due ore per entrare, per non parlare del Padiglione Italia… più di 4 ore d’attesa! Chiaramente non ci abbiamo pensato due volte a cambiare la tipologia di visita da “interno” a “esterno”. Francamente non saprei immaginare quale visione possa meritare oltre 4 ore di attesa, quindi ci siamo affrancati dalla lista dei “the best of”, o presunti tali, e siamo approdati nei padiglioni con entrata immediata o comunque con tempi d’attesa ragionevoli (non oltre i 30 minuti), in particolare per i bambini.

GIRIAMOLO TUTTO, IN UN GIORNO SOLO
Sì può (solo in esterno) e con qualche tappa interna, ma alla fine sarete molto stanchi. É, in definitiva, la scelta che abbiamo fatto noi. Dall’entrata principale abbiamo preso il people mover (bus) fino alla fermata n.7 (dalla parte opposta) in modo da ritornare poi, a piedi lungo il Decumano, fino all’entrata principale. Tenete presente che il Decumano (strada principale di Expo 2015) misura 1,5 km ai quali vanno aggiunti i 350 metri di Cardo, più tutte le centinaia di metri che si percorrono all’interno dei padiglioni che si sceglie di visitare. Tempo impiegato: oltre otto ore e con poche e rapide pause. Evitare di ripercorrere la stessa strada facendo zig-zag tra i padiglioni è decisamente consigliabile!!

TROPPA FILA AL PADIGLIONE… CHE FACCIO?
I padiglioni più “gettonati” oltre il padiglione Italia che tra tutti ha sempre una fila incredibile ci sono sicuramente quello dell’Azerbaijan, Emirati Arabi, Giappone, Inghilterra… poi dipende un po’ anche dai momenti. Tra le 16,00 e le 18,00 (prima che inizi l’affluenza serale) potreste essere fortunati. Se decidete di non mettervi in fila, suggerisco di entrare comunque nel ristorante di turno. Tutti i padiglioni hanno infatti una zona ristorante (interna) che ha sempre un accesso veloce, libero da file. In moltissimi casi il ristorante ha una vista privilegiata e si può vedere parte delle istallazioni presenti, come nel caso del padiglione Cina, con il campo di bambù a led colorati che potrete ammirare passando dall’entrata a lato della costruzione. Oppure il tempio del Nepal e così via. Soluzione da adottare anche per i padiglioni che, inevitabilmente, dovrete saltare, per cause di forza maggiore: tempo e stanchezza.

RISTORANTE O STREET FOOD?
Il cibo all’Expo è mediamente turistico. Fatte salve, forse, rare eccezioni – sicuramente non economiche – tutti i menù dei vari ristoranti (ogni padiglione ne ha uno tipico) sono decisamente “turistici”. Purtroppo lo street food tanto declamato è presente, ma in larga parte è italiano. Consiglio: pranzate al padiglione olandese, una vera sorpresa. Non è infatti un vero e proprio padiglione ma una serie di carrozzoni tipo luna park vintage style e presso ogni carrozza è possibile acquistare qualche specialità: un po’ hippie, un po’ gipsy… molto olandese! Per i dolci fate un salto al padiglione francese… i macarons sono speciali (tranne che per il prezzo)!

Acqua: lungo tutto il sito trovate torrette di distribuzione di acqua fresca (sia naturale che frizzante), quindi dotatevi di una borraccia o di bottigliette da riempire al bisogno. Quella almeno è gratis e con il caldo che ancora fa… si beve tantissimo.

 

PARCHEGGIO Sì O PARCHEGGIO NO?
Noi abbiamo scelto di evitare i parcheggi ufficiali perché non volevamo rischiare sull’incognita navetta e relativo tempo di attesa, soprattutto al rientro. Sicuramente il mezzo più rapido ed economico per arrivare ad Expo è Trenord. Parcheggiate a Milano, in un punto vicino ad una delle stazioni Trenord e prendete il treno. Rapido e davvero economico (4,40 euro andata e ritorno).

VALE LA PENA?
Dipende dalle aspettative. Il tema dell’esposizione (“nutrire il pianeta”) è un argomento quasi “scacro”, ma l’esposizione nasce storicamente come evento commerciale e rimane tale. In fondo occorre ricordare che è una sorta di grande fiera, quindi è logico aspettarsi tante aziende, multinazionali e una certa dose (abbondante) di pubblicità. Il voler inserire una tematica che più che per tecnica e tecnologia (agricoltura, territorio ecc.) è soprattutto vista come un grande tema sociale (fame nel modo, risorse naturali, disequilibrio economico, sfruttamento ecc.) è senza dubbio stato un grande rischio, quello di mercificare argomenti delicati, alla base di tante tensioni mondiali. Se in alcuni padiglioni, come quello della Corea (da vedere!) c’è chi è riuscito ad esprimersi sull’argomento attraverso metafore artistiche e installazioni, la maggior parte dei padiglioni espongono contenuti (video, pannelli, grafici) abbastanza scolastici e un po’ troppo museali… che dopo un po’ francamente stancano anche perché, a parole, pare che siano tutti responsabili e attenti alla tanto decantata “biodiversità”, così come alla valorizzazione delle risorse naturali, ma nei fatti sarà davvero così?!  La speranza è che magari, a forza di scriverlo e ripeterlo, qualcuno cominci a crederci davvero.

(Istallazione artistica nel padiglione coreano)

 

Sotto: immagini dal padiglione Slovacchia: forse un po' fuori tema, ma indubbiamente anticonformista e originale.

Per il resto, prendetela come una grande e scenografica passeggiata. Una Disney per grandi perché, in effetti, alcuni padiglioni sono riproduzioni un po’ stucchevoli, stile Las Vegas, altri sicuramente molto più raffinati. 

Non troverete Topolino o Paperino ad accogliervi, ma la foto (o il video messaggio) del Presidente o Sceicco di turno. Politica? Propaganda? Anche questo è Expo e, che vi piaccia o meno, è UNA (sicuramente non l’unica) rappresentazione di una parte di "mondo". Da vedere per poter poi trarre le proprie personali considerazioni.

 

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