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Acqua in tavola In evidenza

Se amiamo preparare la tavola con cura non possiamo non avere attenzione anche per l’acqua che, oltre che buona, deve anche essere fresca e presentarsi bene.

L’acqua è un elemento indispensabile durante i pasti e non solo. Quando abbiamo ospiti spesso ci preoccupiamo soprattutto dei vini, ma anche l’acqua ha un suo galateo. Anzitutto non andrebbe mai servita in bottiglie di plastica, ma in bottiglie e caraffe di vetro, tenendo sempre presente che l’unica etichetta “consentita” sarebbe quella del vino. Ma a prescindere dalle regole del galateo che forse non vanno più tanto di moda, è vero che le bottiglie in plastica sono antiestetiche (tant’è che sarebbe bene scaraffare anche le bibite), oltre ad essere anche poco igieniche (basti pensare che passano dallo scaffale al carrello, al baule dell'auto fino alla dispensa).

Ph. Ittala

L’ideale è utilizzare delle caraffe in vetro, ce ne sono di molto belle, alcune di queste sono dotate di apposito tappo per la conservazione in frigorifero (in modo che l’acqua non assorba odori e sapori sgradevoli). Da evitare le bottiglie con il tappo in gomma, che tra l’altro si usura subito e se non si cambia spesso rischia di essere un segno di negligenza.

Ph. Guzzini

In commercio ci sono soluzioni molto innovative come le caraffe refrigerate che hanno tappi o inserti speciali che mantengono l’acqua fresca, evitando l’uso del ghiaccio, anche quello, se non fatto con la dovuta accortezza può infatti essere fonte di proliferazioni di batteri e cattivi odori/sapori.

Ph. Emsa

Ė importante lavare spesso le caraffe e bottiglie per evitare che l’accumulo di calcare, asciugandole bene per non lasciare il segno delle goccioline e, di tanto in tanto, lavarle anche in lavastoviglie, per mantenerle brillanti e profumate.

A questo punto non ci resta che parlare dell’elemento più importante: l’acqua. Se vi abituate a servirla in caraffa troverete assai scomodo sversarla dalle bottiglie, oltre al fatto che anche le bottiglie in pet andrebbero conservate in luoghi freschi e ombrosi, per evitare che le plastiche rilascino sostanze chimiche. Se a questo aggiungiamo anche il fattore spazio e peso, visto che i cartoni d’acqua sono anche molto faticosi da trasportare, la conseguenza più logica è quella di cominciare ad usare l’acqua del rubinetto, che è potabile.

Malgrado questo spesso però l’acqua di casa non è buona: tubature vecchie possono lasciare detriti o microinquinanti. In questi casi ricorrere ad un depuratore è una soluzione che ci permetterà di utilizzare l’acqua di casa con più tranquillità e piacere. L’acqua depurata è infatti utilizzabile non solo da bere, ma anche per cucinare, per preparare thè, tisane, camomille, caffè, brodo ecc. Quindi se ci pensiamo bene si tratta di una scelta importante, anche perché difficilmente usiamo acqua di bottiglia per le altre preparazioni. Nella scelta dell’impianto di depurazione, il sistema ad osmosi inversa posto sotto il lavandino, fornisce direttamente acqua depurata dal rubinetto della nostra cucina. Si tratta di impianti dotati di filtri e lampada sterilizzatrice UV per prevenire la proliferazione batterica, quindi sono macchine per le quali è consigliabile affidarsi ad aziende esperte come IWM, da 30 anni sul mercato, in grado di gestire anche tutta l’assistenza postvendita, visto che si tratta d’impianti che durano anni (visitate il sito per maggiori informazioni, valutazioni e opinioni).

Se siete stati conquistati dall’idea di servire l’acqua in caraffa, non dimenticate di aggiungere sempre qualche fetta di limone e, a fine pasto, i vostri ospiti sicuramente gradiranno una piacevole e freschissima sorpresa, l’acqua aromatizzata con frutta, erbe o fiori come indicato in questo post.

 

 

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